VENUSIAN/ERIE
Ci sono giorni
che fanno riflettere
più di altri
su determinate questioni.
La conclusione della vita
di una persona cara
mi ha fatto pensare
a come un'esperienza del genere
sia fortemente connessa
alla creazione di Dio
e come l'arte
in tutte le sue forme
ne prenda parte.
Che l'esistenza
di Dio scaturisca
da una domanda:
come mai esiste tutto
ciò che esiste?
è abbastanza evidente
o meglio
sarebbe più corretto dire
dalla mancanza della risposta
a questa domanda.
Ed è proprio su questa mancanza
di risposta che è venuta
a concretizzarsi
la risposta a ciò che non vi è risposta
ossia l'esistenza di Dio.
Per fare in modo che
questa risposta
a ciò che non c'è risposta
potesse essere ritenuta vera
sono state convogliate
tutte le migliori capacità umane.
È sufficiente entrare
in una chiesa
anche di second'ordine
per comprenderlo
molto meglio durante
una cerimonia solenne
come ad esempio un funerale.
In questo caso tutte le arti
sono interpellate.
La letteratura certamente
la lettura dei Vangeli e degli
altri testi sacri
vere e proprie
opere letterarie
la performance teatrale
del cerimoniale
gli affreschi sulle pareti
le tele nelle cappelle
le sculture nelle lunette
i bassorilievi sulle porte
i mobili scolpiti e intarsiati
i mosaici dei pavimenti
gli stucchi e le cornici dorate
i mezzo busto argentati
l'oreficeria dei calici e degli ostensori
e poi le voci del coro
le musiche degli strumenti.
L'architettura imponente
in cui s'inserisce
questo connubio delle arti
è il luogo ove Dio si afferma
la sua casa
una creazione senza pari
impensabile per un qualsiasi
altro tipo di casa
dove spesso basta l'opera di
alcuni muratori.
Per creare la casa di Dio
e la sua idea implicita
sono serviti
molti più esperti
nei vari campi della
creazione
con le loro stupefacenti
invenzioni.
La questione che rimane è:
questo tipo di creazione è sufficiente
ad affermare la verità di Dio?
Sia per il credente
che per il non credente
la risposta è no
per ragioni diverse
ma l'esito è il medesimo.
Il credente dice
che serve avere la fede
che è appunto credere a priori
ciò che non si è mai visto
mentre il non credente dice
che non si può credere
in ciò che appunto
non si è mai visto.
Personalmente penso che
senza casa di Dio
non ci sarebbe però
né la possibilità di aver fede
né la possibilità di non averne.
Avere una casa di Dio
senza un vero Dio
visibile
che la abiti
mi pare
comunque già molto.
Una possibilità
che in un altro modo
non si potrebbe avere
e che ha richiesto
in tutti i casi
il meglio dell'umano.
Attilio
PS: Per il progetto di mail art "THE WORLD WITHOUT BORDERS" la documentazione è works in progress al seguente link:
https://www.venusianpeople.com/il-mondo-senza-confini