VENUSIAN/ERIE
PERCHÉ IL TUTTO PIUTTOSTO CHE IL NULLA?
Domanda emblematica
dell'esistenzialismo
formulata per la prima volta
da Leibniz
che in estrema sintesi
interroga del perché
ci debba essere qualcosa
piuttosto che il suo contrario
ossia il nulla.
Personalmente ho cercato
di rispondere più volte a questa domanda
il primo libro che ho scritto
"Assenze prime"
anche se non era il primo che ho pubblicato
affrontava questa questione
quando allora non ne conoscevo
ancora l'esistenza.
La mia domanda guida del tempo era:
Perché vivere al posto di morire?
Non era la questione dell'aspirante suicida
per intendersi
ma ciò che mi sembrava
necessario porsi
per avere un motivo
per vivere.
Per poter vivere con un sentimento
che non fosse solo
la paura della morte.
Seguire il semplice istinto della vita
in altri termini l'istinto di sopravvivenza
oppure aderire ciecamente a dei dogmi
non mi sembrava sufficiente.
Oggi penso che le uniche battaglie
che convenga compiere
per offrire
dignità alla vita
alla propria vita
e non per dare
semplicemente battaglia
sia la lotta contro il nulla.
Non un nulla vago e astratto
ma il nulla che vorrebbe
renderci inutili
o comunque di poca importanza
marginali
ma anche simili ai numeri
convertibili
come fossimo solo forza lavoro
facilmente sostituibili
intercambiabili.
A volte penso
se non ci fossi più
in fondo cosa cambierebbe
per il mondo?
Nulla.
Lo dico non per
un semplice sentimento personale
ma per esperienza
delle tante persone che ho conosciuto
e che ora non ci sono più.
Il mondo va avanti benissimo
anche senza di loro
perché non dovrebbe
succedere anche a me
questa sorte
perché non a tutti noi?
Ci succederà.
Per questo credo che
la questione del nulla
assieme alla morte
imminente che l'accompagna
non sia risolvibile dal punto di vista
di ciò che manca
e che può mancare
ma da ciò che c'è
e che può continuare
ad esistere.
Mantenere vivo ciò che c'è
è un lottare contro il nulla
ma mantenere vivo ciò che c'è
implica essere attenti alla sua vita
a come vive
a come può continuare a vivere
non è solo un sentimento
vagamente nostalgico
è un atto di conoscenza
affinché le sue prerogative
possano continuare ad attuarsi.
Non basta una foto per mantenere
in vita una pianta
ma delle cure continue:
bagnarla, concimarla
tenerla nella posizione giusta
con la luce che le serve
la temperatura che le serve.
Il vero senso del mantenere
è far crescere
permettere di crescere
altrimenti è il nulla
ad impossessarsene.
Venusian People
per me è questo
è simile ad una pianta.
Nella serie che sto guardando
"Masters of sex"
in un passaggio il protagonista dice:
"L'unico modo perché la nostra ricerca
divenga importante
è continuare a condurla".
Lo credo anch'io
l'unico modo perché qualcosa
che è importante
divenga importante
è continuare a portarlo avanti.
Non sono mai stato uno
la cui indole aveva grandi affinità
con le cure costanti di un coltivatore
ma mi rendo conto
che è l'unica strada percorribile.
È in questo solco
per rimanere nel campo
"da seminare"
che Venusian people
il 20 settembre sul monte Colletto
(pioggia permettendo)
compirà una delle sue tappe principali:
L'intutazione dei Cammellieri.
Ho già parlato di cosa siano
i Cammellieri dell'Orsa Maggiore
per Venusian People
e se qualcosa d'importante
potrà continuare ad esserlo
immagino proprio
che sarà soprattutto
grazie a loro.
L'evento si svolgerà ai Colli di San Fermo
vicino al Lago d'Iseo.
È aperto a tutti
basta solo prenotarsi
rispondendo a questa e-mail.
Nella casa messa gentilmente a disposizione
da mia sorella
che ringrazio
a mezzogiorno ci sarà un buffet.
Chi viene
potrà contribuire a renderlo ricco.
Nel pomeriggio
in cima alla montagna
raggiungibile in cinque minuti a piedi
che è come una piramide con tre lati
ed è all'inizio di tre valli
sarà installata la mostra di mail art
"Il mondo senza confini".
Questa mostra
del tipo opera di Land art
fungerà anche da "recinto sacro"
dell'evento.
Il drone che dall'alto filmerà tutto
sarà un drone di pace.
A vederci
se venite
Attilio