VENUSIAN/ERIE
Questa notte
i sogni si accalcavano
all'uscio della mia mente.
C'era un ingorgo
tutti volevano entrare
e nella calca
nessuno ci riusciva.
E così ho continuato a rimanere
padrone dei miei pensieri.
Un'intelligenza artificiale
mi sono chiesto
potrebbe esprimere
qualcosa del genere?
Credo proprio di no
semplicemente perché
un'intelligenza artificiale
non ha esperienze sue
e pur continuando a parlare
non avendo alcuna esperienza
non ha in sostanza nulla da dire.
Poco alla volta più passa il tempo
più stiamo capendo
cosa comporti questa rivoluzione
della AI.
È evidente che questa
col trascorrere del tempo
si stia diffondendo
in tutti gli ambiti
con ricadute culturali
che non passano più inosservate.
Che cultura stia diffondendo
la diffusione della AI
mi pare che si possa definire
quella della media
e di conseguenza
dal punto di vista morale
della mediocrità.
Che funzioni cercando
non l'originalità
(cosa che gli è preclusa
dal non avere esperienze proprie)
ma il calcolo
e quindi la media
fa sì che ciò che la AI ci apporti
(pur essendo di una potenza
informativa che va ben oltre
ciò che fino ad oggi si poteva ottenere
da un calcolatore)
è sempre una somma di cose
che sono già state dette
in vari ambiti
e in vari momenti storici
ma niente di nuovo
in sostanza.
La novità della AI
paradossalmente
è di non aver novità.
E questa cultura del "già"
che porta con sé
è probabilmente anche specchio
dei nostri tempi
interessati più al mantenimento delle tradizioni
che a un vero e proprio progresso
con una visione di futuro
che è più che altro quella di
rinnovare in modo più "puro"
il passato
perché tutto ciò che è successo
dopo la presunta origine
è solo decadenza
peccato.
In questo contesto
si introduce anche l'idea di bello
che la AI può produrre
ossia un'idea di bello che è
sostanzialmente la media
di ciò che si ritiene
già bello.
Da venusiano
sono sempre stato attento
all'idea di bellezza.
Quella più diffusa
attualmente
è che l'idea di bello
sia sempre molto personale
e in sostanza molto relativa
al punto che un'idea di tal genere
possa ritenersi ormai
solo un'opinione.
In effetti
se è solo una questione psicologica
non si può parlare
di un luogo in cui ritrovarsi
perché ognuno ha il suo
luogo personale
dove vivere la bellezza
che non può
appartenendo esclusivamente alla propria anima
essere vissuto con altri.
Un po' anche per questo anch'io mi ero detto
che la bellezza fosse un concetto ormai superato
e che fosse più importante la verità.
Ma ultimamente
imbattendomi in uno scritto di Plotino
ho dovuto un po' ricredermi.
Il passaggio che mi ha fatto
ripensare alla bellezza è questo:
"Anche noi siamo belli
quando apparteniamo a noi stessi,
e brutti quando ci abbandoniamo
ad una natura che non è la nostra.
Noi siamo belli quando conosciamo
noi stessi, e brutti quando non sappiamo
chi siamo."
Ecco
quello che si afferma qui
è il fatto che verità e bellezza
coincidano
e non siano alternative passibili di scelta.
In questo senso anche il bello soggettivo
non può essere considerato veramente bello
questo perché non va sempre bene tutto
ma va bene solo ciò che è autentico
ciò che ha a che fare col vero.
Il verosimile che la AI
produce con grandi capacità illusionistiche
ormai è una sfida continua.
Capire se un'immagine o un video che
troviamo sul web corrisponde al vero
e non sia solo una sintesi ingannevole
è diventata una sfida pressoché quotidiana.
Ci troviamo di fronte a forme di bellezza
che non ci invitano più a capire meglio la realtà
ma ad ottenere qualcosa da noi
come fossimo semplicemente
qualcuno d'adescare.
La bellezza che la AI produce
con tutte le sue forme
molto seduttive e accattivanti
sembra sempre più
nient'altro che ombre
senza alcuna vera bellezza
da offrirci.
RESTIAMO BELLI dunque
restiamo vigilanti.
Per chi non avesse
avuto ancora modo
di venire a contatto diretto
con il libro "Il respiro di Venere"
Giovedì 5 Febbraio
presso la Biblioteca Comunale
di Borgosatollo alle 20,45
avrà luogo una nuova
presentazione
e lo potrà anche toccare
di sua mano
questo Respiro.
Con un po' di tosse
Attilio