VENUSIAN/ERIE
Quando se ne scoprì
l'incredibile natura
da subito
divenne funesto.
L'atomo.
Hiroshima e Nagasaki
calamità umane
mostruose
che ogni mente
anche la più diabolica
vorrebbe dimenticare.
Ma ormai
non si tratta più
solo di dimenticare
perché è sul nostro presente
che una scure
incombe senza sosta da decenni
e che per motivi a noi
del tutto oscuri
potrebbe da un momento all'altro
abbattersi
su noi tutti.
Mio padre quando ero ragazzino
per istruirmi ai pericoli
di condurre il vespino
mi diceva che se fossi passato allo stop
senza fermarmi una volta
e poi ancora una
e poi ancora e ancora
per tantissime altre volte
forse mi sarebbe potuta andare anche bene
ma potevo star certo che una volta
e solo una
era scontato
mi sarebbe dovuta andar male
era il calcolo delle probabilità a dirlo
e che quell'unica volta sarebbe potuta bastare
per compromettere
tutte le altre volte
che era andata bene.
È un po' la stessa cosa con
gli armamenti nucleari
che da decenni sono sempre lì
pronti all'uso
24 ore al giorno
sette giorni su sette
per 365 giorni all'anno
ogni anno
in silos celati sottoterra
in hangar di aeroporti militari
nei fondali oscuri degli oceani
a bordo di tetri sommergibili.
Dal libro "Guerra nucleare"
di Annie Jacobsen che ho da poco
finito di leggere
viene prospettato lo scenario
di una possibile guerra nucleare.
Indovinate quanto potrebbe durare?
Ve lo dico non affannatevi:
72 minuti.
Il calcolo dei morti
in questo breve lasso di tempo
si potrebbe aggirare
tra i 2 o i 3 miliardi di persone
poi ci sarebbe il dopo
con incendi e radiazioni
carestie e quant'altro
molto probabile
persino l'inizio di una nuova era glaciale
i cui effetti potrebbero essere simili
per numero di morti
ai 72 minuti iniziali.
Ovviamente il calcolo ipotetico
riguarda solo gli esseri umani.
Ora tutto ciò non è affatto
fantascienza
è documentato scrupolosamente
gli stati impiegano costantemente cifre stratosferiche
e migliaia di persone super qualificate
per mantenere viva e attiva
ma soprattutto
aggiornata agli standard tecnologici raggiunti
dall'ipotetico nemico
questa infernale macchina della morte.
Pertanto ciò che il libro descrive
è quanto potrebbe
realmente succedere
(non le allucinazioni di un qualche
e problematico complottista)
e anche solo per un semplice malinteso
tra potenze che detengono
la possibilità d'impiego
di queste armi.
Purtroppo da quando la
potenza dell'atomo è stata scoperta
si sono fatti passi da gigante
nel mettere a punto
sistemi sempre più performanti
nell'uccidere
come se le tragedie delle due città Giapponesi
fossero solo un preludio
alle capacità distruttive
che oggi giorno si sono raggiunte
con l'ausilio di missili a testate multiple
e bombe termonucleari molto ma molto più potenti
delle prime impiegate.
Un solo sommergibile nucleare
possiede la potenza di fuoco sufficiente
per radere al suolo una nazione intera
come l'Italia ad esempio
e solo gli Stati Uniti ne possiedono 14
sempre pronti al lancio.
La fase del disarmo dell'era Reagan-Gorbaciov
agli occhi odierni
più che un vero e proprio disarmo
si è dimostrato essere solo
un mero accordo commerciale.
Si erano prodotte troppe bombe
con ingenti costi di mantenimento
che di fatto risultavano superflue
a generare l'apocalisse sulla terra.
Nella dottrina della deterrenza
adottata dalle potenze nucleari
vi è la "ratio" al mantenimento delle armi
di distruzione di massa
ossia che una guerra nucleare non possa essere vinta
da nessuno
di conseguenza nessuno vorrà intraprenderne una
che non potrà per nulla vincere.
Il problema di questa dottrina è
il presupposto che gli uomini impieghino
solo la ragione per compiere le loro scelte
ma è da tempo risaputo che queste
si fanno soprattutto con i sentimenti
e l'odio
seppur meno nobile dell'amore
è uno di questi.
Recentemente
sull'onda della sua crociata per la difesa
nucleare dell'Europa
mi hanno fatto riflettere
le dichiarazioni di Macron
quando ha sostenuto
che per poter essere liberi
bisogna essere temuti.
Dal suo punto di vista
e di quello della dottrina della deterrenza
questa considerazione non fa una piega
ma mi chiedo: si è veramente
liberi quando ti puntano una pistola alla testa
e non ti sparano solo perché anche tu gliene punti una?
Da venusiano posso dire
e anche forte
che non è questo il modo di essere liberi.
Per essere veramente liberi
si deve trovare il modo
di gettare via entrambi
e definitivamente
le pistole.
Le capacità
non ci mancano
le hanno ben dimostrate
coloro che hanno realizzato
la possibilità
dell'inferno terrestre.
Per iniziare
qualcosa di nuovo
e lo so
non è bello da dire
ma va detto
non si può più dormire tranquilli.
Tuttavia la buona notte
è ancora ammessa.
Attilio
PS:
I preparativi per il grandioso
evento venusiano
a Ponte Nossa
fervono.
Per Il 28 settembre
già si sentono i primi scossoni
aggrappatevi
ma tenetevi liberi!